sabato 9 aprile 2016

Recensione di O' Maé- Storia di judo e camorra



 Ehi, salve a tutti!
 Qui Eve(ma dai, non lo sapevamo! Zitta, tu). Ok, scusate i vaneggiamenti. Sono agitatissima, è la  mia  prima recensione!
 Oggi parleremo di "O' Maé. Storia di judo e camorra", di Luigi Garlando. L'autore, oltre ad essere un  giornalista de La Gazzetta dello Sport, ha scritto la fortunata serie "Gol!", e altri libri, riguardanti i  temi dello sport, della mafia, della guerra.
 La trama del libro è la seguente...

Filippo ha quattordici anni e abita a Scampia, dove la vita gli dà una sola possibilità: entrare nel Sistema, la camorra. Un pomeriggio, però, suo zio gli chiede di accompagnarlo alla palestra di judo di Gianni Maddaloni. Con il tempo, il judo gli insegna a guardare le cose in modo nuovo, e presto il ragazzo dovrà scegliere tra un destino segnato dal clan di Toni Hollywood e la speranza di una nuova vita di quello dei Maddaloni. 




 Come Garlando ha precisato nelle ultime pagine del  libro, i nomi dei personaggi del racconto sono  inventati, ma le loro storie sono vere. A parte  Gianni Maddaloni, insegnante di judo, padre del  campione olimpionico Pino; che ha scritto una  prefazione nel libro stesso, ed è proprietario di una  palestra di judo proprio a Scampia.
 Filippo ha quattordici anni, vive a Scampia, alle  Vele, con la madre, drogata di Maria de Filippi ed  eternamente con l'emicrania; e con suo fratello Carmine, il Ninja, o' Convincente, il suo mito, che  sta  facendo  carriera nel clan di Toni Hollywood,  picchiando chi non paga il pizzo. Suo padre? In  carcere in Sardegna, da nove anni.
 Il ragazzo va a scuola solo poche ore al mese,  perché a cosa serve saper leggere e scrivere quando  un  turno da sentinella per gli spacciatori gli frutta centinaia di euro?
 La vita del quattordicenne va avanti così, fra corse sui motorini con il migliore amico e rapine, turni  pericolosi, risse, capate sul naso dei nemici.
 Questo fino a che zio Bianco, il panettiere -personaggio che ho  adorato, fra parentesi-, non lo porta  alla palestra di judo di  Gianni Maddaloni. A Filippo tutte quelle regole non piacciono: saluta il  tatami, fai l'inchino al tuo compagno, sii sempre  onesto.
 Promette di non tornare mai più in quel posto, ma un incontro  gli farà cambiare i piani.
 La bella Ginevra dalle braccia bianche, dalle lentiggini e dai  capelli rossi, si fa strada sul  palcoscenico, e trascina il ragazzo  in un mondo fatto di mosse, tasti neri e bianchi, versi di Omero,  incontri con un ragazzo cieco, trasferte, e dove impara che prima di poter rialzarsi deve imparare a  cadere.
 Filippo capisce che non esiste solo la strada del Sistema, dove si fanno soldi facili e si fa il bagno  in  una  vasca nera a forma di conchiglia; ma c'è anche una via dove la giustizia regna, dove se vai in  palestra  non ti viene bruciato il judogi, e dove per vivere non sei costretto a rubare il Rolex di un  uomo da sopra un motorino.
 E dovrà prendere una decisione.

 Sono di parte, lo ammetto: napoletana(e fiera di esserlo!), ma anche aspirante judoka.
 Mi è piaciuto molto il modo in cui Garlando descrive il cambiamento psicologico del ragazzo, da  quando era un convinto membro del Clan di Toni Hollywood, fino a quando diventa un...no, niente  spoiler. Ed  inoltre l'autore, pur essendo milanese, riesce a spiegare al lettore l'amore che Filippo  prova per  Scampia, per il suo territorio.
 Ho adorato tantissimo Filippo(naturalmente), ma anche vari personaggi minori come Omero(non il  poeta), Armando, Habib...soltanto che ho detestato Ginevra, per vari motivi.
 Mi sono immedesimata sul serio nella storia: tremavo quando inseguivano Filippo sulla moto,  piangevo  quando...NO NIENTE SPOILER!, facevo il tifo per lui durante le gare.
 E quando ho chiuso il libro, e tutto si è dissolto, mi è venuta voglia di rileggere da capo l'intero  libro, per provare di nuovo quelle stesse emozioni, per continuare ad amare quei personaggi.
 Quindi decisamente consiglio questo libro, per i ragazzi di dodici-tredici anni, ma anche per gli  adulti.


  VOTO: 5/5



 Ok, ce l'ho fatta! Vi ringrazio moltissimo per essere arrivati fino a qui, e vi chiedo se avete pareri,  constatazioni, o se potete consigliarmi qualche libro da leggere.
 Grazie mille, e buona serata!



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